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Bob Roberts: satira del sistema politico americano con citazioni dylaniane

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  Bob Roberts: un’arguta satira del sistema politico americano disseminata di omaggi e citazioni dylaniani Tim Robbins, regista e protagonista di "Bob Roberts" (1992), offre una visione caustica e pungente del sistema politico americano attraverso questa satira politica che continua a essere rilevante oggi più che mai. Il film, ambientato durante una campagna elettorale senatoriale negli anni '90, segue la scalata di Bob Roberts, interpretato dallo stesso Robbins, un carismatico cantante folk conservatore con ambizioni politiche. Il personaggio di Roberts è una miscela di cinismo, opportunismo e abilità manipolatorie che, con il suo carismatico fascino da rockstar, conquista il cuore dell'elettorato. La storia segue la sua campagna elettorale, rivelando le oscure manovre dietro le quinte e i giochi di potere che caratterizzano il sistema politico.  La forza del film risiede nella sua capacità di esplorare i vizi del sistema politico senza rinunciare all'umorismo...

Chuck Berry e Bob Dylan: il legame tra due giganti della canzone americana

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Chuck Berry e Bob Dylan, pur appartenendo a generi musicali distinti, hanno contribuito in modo significativo alla formazione e all'evoluzione della musica popolare statunitense del secondo Novecento. Attraverso una lente critica, possiamo individuare connessioni sorprendenti tra questi due maestri, scoprendo che, nonostante le apparenti differenze, le loro influenze reciproche e il rispetto reciproco hanno forgiato un legame musicale unico. Spesso riconosciuto come uno dei padri fondatori del rock and roll, Berry ha incarnato l'energia ribelle e la vitalità del genere emergente nei tardi anni '50. Con il suo stile chitarristico distintivo e i testi intelligenti, Berry ha plasmato una narrativa musicale che ha reso il rock and roll più che un semplice ritmo, ma una forma di espressione giovanile rivoluzionaria. Le sue canzoni, come "Johnny B. Goode" e "Roll Over Beethoven", hanno gettato le basi per il futuro della musica popolare. Dall'altra parte D...

Bob Dylan Sfondi Per PC Studio Album

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 Raccolta di copertine di Bob Dylan - Studio Album 1962- 2017 Bob Dylan PC Desktop Wallpaper (1962-2017) Bob Dylan Wallpaper Studio Album - Discografia parziale BOB DYLAN WALLPAPER Bob Dylan Wallpaper Studio Album Bob Dylan Discografia parziale Bob Dylan Studio Album Bob Dylan Studio Album II Bob Dylan Studio Album III Discografia in studio parziale (1962-2017)

A proposito di The Groom's Still Waiting at the Altar

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“The Groom's Still Waiting at the Altar” è una canzone potente, piena di immagini drammatiche, al confine tra trauma esistenziale e una ricerca spirituale che Bob Dylan sta portando avanti ormai da tempo. C'è una vera e propria minaccia qui e il testo ci porta direttamente nel vivo della questione. L'Apocalisse è prossima, possiamo scorgerla alzando lo sguardo, ma potrebbe già aver raggiunto la nostra dimora, il nostro stesso letto. Siamo nei territori inesplorati dove vige un regime di oscurità e la redenzione è sempre più lontana da noi e dalla nostra civiltà ormai diretta verso il baratro. Nell'oscurità, cercando a tentoni la fonte della luce: - “Ho pregato nel ghetto con la faccia nel cemento. Ho sentito l'ultimo gemito di un pugile, visto il massacro degli innocenti, Cercava l'interruttore della luce, cercava il suo viso, Sono stato trattato come un animale da fattoria in una caccia all'oca selvatica". È un'immagine sorprendente di un'ultim...

A proposito di Duquesne Whistle (2012)

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  Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione. Aggiungiamo pure che il genio è la capacità di descrivere e di metterti in contatto con una realtà parallela che probabilmente non esiste. Questo brano ad esempio riesce a trasportarci letteralmente in una dimensione dove il tempo e lo spazio si dilatano all'infinito e ci ritroviamo a bordo di un vecchio treno, probabilmente diretti verso il Nowhere. "Tu dici di me che sono un baro, un magnaccia di infimo livello, beh, mi spiace deluderti, ma non sono né l'una né l'altra cosa." Sull'ossessione del giovane e anziano Dylan per i treni , le locomotive e le stazioni ferroviarie si potrebbe disquisire per ore. Anche la "Duquesne" del titolo è proprio una locomotiva. Siamo probabilmente diretti a Pittsburgh via New York, o viceversa, ma anche stavolta non è chiaro capire come e dove ci troviamo " realmente"  perché l'autore mischia le carte c...

Empire Burlesque, oggi (1985)

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  Empire Burlesque | Recensioni retrospettive |    [2023]  Secondo le più accreditate classifiche il ventitreesimo lavoro in studio di Bob Dylan stenta a raggiungere la 25esima posizione, per ordine di importanza, in base al valore artistico dell'opera. In questa sede tentiamo di riaprire il discorso, sposando la tesi a favore delle qualità e dei contenuti musicali e testuali di Empire Burlesque. Naturalmente tali motivazioni saranno approfondite e discusse, all’interno di un discorso retrospettivo, e speriamo esauriente circa il valore dell’opera in sé.  Breve premessa storica Tra le motivazioni essenziali, ci tornano in mente artisti e band che hanno omaggiato e tratto ispirazione, da un Dylan orientato verso un suono contemporaneo, almeno per il momento in cui il disco venne rilasciato. Due nomi su tutti: John Martyn , Calexico and Iron & Wine , i quali hanno saputo catturare e restituire valore e grandezza a questo Empire Burlesque.   Cor...

A proposito di Bob Dylan's Dream (1963)

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M'interessa quel particolare mistero del sonno, goduto per sé stesso, quel tuffo inevitabile nel quale l'uomo, ignudo, solo, inerme, s'avventura ogni sera in un oceano, nel quale ogni cosa muta - i colori, la densità delle cose, persino il ritmo del respiro, un oceano nel quale ci vengono incontro i morti. Nel sonno, una cosa ci rassicura, ed è il fatto di uscirne, e di uscirne immutati, dato che una proibizione bizzarra c'impedisce di riportare con noi il residuo esatto dei nostri sogni. Ci rassicura altresì il fatto che il sonno ci guarisce dalla stanchezza; ma ce ne guarisce temporaneamente, e mediante il procedimento più radicale riuscendo a fare che non siamo più. Qui, come in altre cose, il piacere e l'arte consistono nell'abbandonarsi deliberatamente a quest'incoscienza felice, nell'accettare di essere più deboli, più pesanti, più leggeri, più vaghi dell'esser nostro.   (Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar) Su "Bob Dylan's Drea...